mercoledì 5 aprile 2017

Com'è stata la Play?

scritto da Fabio (Pinco11)

Lo spirito con il quale scrivo queste righe, stavolta, vuole essere proprio quello di rispondere alla domanda del titolo, ovvero di raccontarvi, in breve, le mie (personali) impressioni della fiera.
Se volete un quadro più analitico di ciò che è stato presentato nella kermesse modenese, tanto, potete andare a leggere il lungo riepilogo che abbiamo messo online un paio di settimane fa (qui il link) e onestamente, a ripetere solo un elenco di titoli che ho visto sui tavoli, non mi sentivo di aggiungere granché ad esso.
Fatta questa premessa anticipo che la fiera dà la sensazione di essere in buona salute e in costante crescita, con le aree un pelo meno frequentate che progressivamente calano e con un afflusso di persone che risulta davvero consistente.


IL SABATO DEL VILLAGGIO

Sono stato in fiera solo nella giornata di sabato e mentre scrivo non sono ancora usciti i dati ufficiali di affluenza, per cui non posso sapere se sia stato fissato o meno un nuovo record, ma visivamente, per quanta gente c'era già alle 10 di mattina, se dovessi puntare qualcosa scommetterei su un nuovo massimo di presenze.
Gli indizi c'erano tutti, a partire dalla codona d'ingresso alle 8:40 del mattino, che arrivava fino al cancello dell'accesso al parcheggio, passando per l'ingorgone che si trovava già alle 10 scarse nel padiglione A. Un poco tutti gli stand sono stati presi d'assalto e poco dopo, per il principio dei vasi comunicanti, anche gli altri padiglioni (principalmente il B) rapidamente hanno visto parecchio movimento.

In particolare, se dovessi indicare una novità a livello logistico, direi che a questo giro abbiamo assistito a un reale ampliamento della fiera ricomprendendo a pieno titolo il padiglione B, che  di anno in anno diventa sempre più centro di attrazione autonomo e non solo (come è stato a volte in passato per molti visitatori) il rifugio per trovare dei tavoli liberi (del tutto assenti nell'A).
Ottima, così, è risultata l'idea di spostare la ludoteca nel padiglione B (quando ho provato ad avvicinarmici nel primo pomeriggio c'era la fila ed erano in cinquemila) che, come pure gli spazi Magnifico e Hot List (gestiti da Goblin e 3M) rimasti in A, era sempre pienissima.


Tante le file, ovunque, soprattutto all'inizio, ma poi, in corso di giornata, ho notato un bel diluirsi delle presenze, per cui ho idea che la gente stia entrando nel giusto ordine di idee, tipico delle fiere di questo tipo, ovvero che non puoi andare lì con l'idea di dover provare solo i sette-otto giochi che vuoi (probabilmente ne farai a stento la metà, passando metà tempo ad aspettare), ma con quella di indirizzarti verso un paio di imperdibili e per il resto lasciarti trascinare dalle onde verso i tavoli meno affollati che presentano titoli che ti incuriosiscono (che è quello che pure io, esaurito il giro di foto e saluti, faccio).
Lo spirito delle fiere, ragazzuoli, è di scoprire l'inatteso, non di avere conferme di ciò che già sapevate ... ;)

Bella, inoltre, sempre a livello organizzativo, la pensata di lasciare degli spazi per il gioco libero dedicati ai giocatori duri e puri al primo piano, così come più razionale diventa l'utilizzo, di anno in anno, delle aree anche tradizionalmente meno focali, come la C e la E, dove (in quota giochi da tavolo) erano presenti in massa autoproduzione e astratti. 







Il gioco degli arcani

Go

GLI STAND PIÙ GRANDI ...

Cosa spiccava?
Diciamo che in fiera, come accennavo anche nella guida di presentazione, stavolta hanno fatto capolino davvero un bel numero di nuove realtà editoriali e, aggiungendo ad esse quelle di recente fondazione, l'impressione restituita è quella di un settore che sembra essere in espansione.
Una dozzina però erano gli spazi espositivi più grandi (li vedete chiaramente anche nella mappa della fiera, dove essi sono marcati con il simbolo della casa) e un paio di essi (GOG e MS) erano nel B, ma al loro fianco davvero tanti sono stati i titoli presentati pure dai nuovi ed emergenti ed oramai delle novità di Essen, nei mesi successivi, ci sono edizioni italiani dell'80% dei titoli che si sono maggiormente distinti, dove la fettina residua è rappresentata spesso da titoli difficili da localizzare (per il fatto di essere troppo di nicchia o impegnativi come materiali/costi).

Facendo un giro orario, partendo dall'ingresso dell'A, menziono giusto un paio di cose per ogni area, per cui in zona Pendragon, la prima che incoccio, vi cito Coloni Imperiali, che è diventato un classico, alimentato come è dai continui pacchetti tematizzati di espansione, ma anche Last Friday, titolo a sfondo horror/maniaco omicida. Dall'editore erano però in corso, nel backstage, diverse partite ai loro prototipi, tra i quali quello del buon vecchio Obert, con il suo The Way of Panda.




The Way of Panda
Passando alla Uplay sugli scudi, direi, senza dubbio Western Trail, che era davvero molto atteso nella sua edizione italiana, hype secondo me più che meritato, ritenendolo personalmente il miglior gioco del 2016 senza esitazioni. Diverse altre cosette erano comunque altrettanto gettonate, con un paio di scatole di Brethren of the Coast che attiravano visitatori e, al loro fianco, le versioni oramai definitive delle loro prossime uscite, tra le quali Among Us e Creepy Falls. Da non dimenticare, poi, la versione per famiglie di Agricola!


Agricola Family



Western Trail
Alla Giochi Uniti spiccava, al di là del fatto di essere un titolo per il quale facevo il tifo per ragioni di amicizia, Guilds, del nostro Chrys, titolo a base di aste, declinate in modo piuttosto intelligente e dotato di una buona componentistica, con intorno ad esso diverse altre novità della casa (Dungeon Heroes Manager, Kingsport Festival Card Game, Rhein River Trade), attorniate da alcuni classici di catalogo. In particolare una citazione va anche al gioco di narrazione dedicato a Geronimo Stilton, che non sono riuscito a provare, ma che mi lascia curioso, essendo il topo che ne è protagonista una delle letture preferite di mio figlio ;)






In casa Cranio, oltre ai classici gestionali (Lorenzo il Magnifico, Odino, Orleans, ...) ho notato il prototipo della nave, che sta facendo parlare di sé grazie alle soluzioni di componentistica proposte e ho giocato, a sorpresa, un underdog, ovvero Tubi Magici (era libero ...), che stimola a piazzare tesserine incastrando tubi dello stesso colore. Sempre per il mercato family, inoltre c'erano le edizioni deluxe di Uccellini e 3 Desideri, due titoli della Strawberry Games indirizzati a un pubblico decisamente familiare.



Tubi Magici

L'oracolo di Delphi

Alla Asmodee solita massa di titoli e di gente, che vi si assiepava sin dall'apertura. In particolare c'era molto hype per le poche copie di Century che erano state date per disponibili e mi sono ritrovato rapidamente in coda, prima delle dieci a comprare, in mezzo a diverse facce note, il dichiarato successore di Splendor.
Provatolo, conferma le sensazioni della vigilia, con componenti ben studiati e meccaniche che ricordano il richiamato ispiratore (putativo), ma con un pelino in più di spessore. Essendo già alla partita cinque mentre scrivo, a breve prometto la recensione.
Sempre tra i nuovi nuovi c'erano poi Runewars il gioco di miniature ed Arkham Horror il gioco di carte, mentre ai tavoli c'erano titoli di diversa ispirazione e target (T.I.M.E Stories, Star Wars Rebellion, Case della Follia con app, ...).



Century

Runewars miniature

Case della follia

In casa dV Giochi la scadenza della Play è stata presa decisamente sul serio, perché sono state concentrate davvero numerose uscite, facendo della fiera uno snodo fondamentale del loro calendario ludico annuale.
Qui devo quindi fare uno strappino alla regola dei 2-3 titoli per editore, perché devo citare sia i due tascabili che puntano sul pubblico degli appassionati di enigmi (Deckscape) che di storie gialle (3 segreti), sia il bel Level 9, indirizzato agli amanti del Tetris qui in forma semi-tridimensionale. Poi c'erano anche le due riedizioni deluxe di due grandi classici, ora finalmente proposti con materiali adatti agli standard odierni, come Amun-Ra e Tikal e lì vicino c'era pure, in demo, una copia di Guns and Steel (Armi e Acciaio), in arrivo tra un mesetto o giù di lì (tenete conto che ho omesso anche diverse altre novità, indirizzate a un pubblico più familiare/party games ...).


13 indizi

Tikal

Un perplesso Zizzi con una storia di 3 Segreti
Anche alla Ghenos diverse erano le novità, appartenenti a vari generi.
Partendo dal family devo citare il coreografico Hop e i frenetici Magic Maze (uno dei successoni della fiera) e Chimere, mentre nei pesi medi avevamo la versione nostrana di Fields of Green e Between Two Cities.
Tra gli heavy ottimi riscontri per Scythe e attesissimo, ma ancora un poco lungo nella fase di stampa, era anche Terraforming Mars, che l'editore mi dice sarà sugli scaffali delle vendita tra un mesetto circa (ritardi nella stampa che stanno coinvolgendo diverse localizzazioni).


Hop


Flick 'em Up!
Alla Devir non posso non ricordare uno dei titoli che avevo personalmente indicato come potenziale underdog nel mio riepilogo del dopo Essen, ovvero La Valle dei Mercanti (Dale of Merchants), un gradevolissimo deck building game di origine finlandese. Al suo fianco ho sempre visto molto gettonato anche l'ottimo Holmes: Sherlock and Mycroft e una parte dello spazio espositivo era dedicata a Wings of Glory, con alcune battaglie in larga scala che si sono svolte su di un apposito tavolone e maxi sfondo.
Anche qui parecchie cose sono in preparazione, con in testa la localizzazione di Epic, in arrivo.



Star Realms
Da Oliphante la mia attenzione è stata, naturalmente, attratta dalla versione maxi del biliardino/air hockey Klask, nella quale mi sono esibito battendo con agilità la coppia Sergio-Berna. Al di là del mio gusto personale, comunque, ai tavoli ho notato movimento in particolare intorno a Kingdomino (a mio avviso forse il miglior family game del 2016), al geniale Imagine (nel quale si devono utilizzare carte trasparenti stilizzate per rendere concetti) e alla sorpresa (per me) Baobab, giochillo di destrezza con carte per i più piccoli, molto scenografico.
Per gli amanti della schicchera, infine, la sorpresona Ice Cool, che utilizza dei simpatici pinguini sempreinpiedi come protagonisti.



Ice Cool

Imagine


Alla Raven erano ospitati, come d'uso, tavoli di diversi editori distribuiti dal marchio del corvo, tra i quali l'attivissima Post Scriptum e Placentia, ai tavoli delle quali, oltre al prototipo del nuovo titolo della casa emiliana, c'erano anche il nostro MagoCharlie a spiegare Ziuq e lo spaziale Kepler-3042.
Di imminente localizzazione ho poi provato Mystic Vale, titolo basato su meccaniche di deck building che propone la bella pensata di costruire le proprie carte assemblando allo scopo fino a tre diverse sezioni diverse, stampate su carte in parte trasparenti.







In casa Red Glove coesistevano le diverse anime dell'editore marmifero, con da una parte le colorate ambientazioni di un Rush and Bash, al suo fianco i titoli più per famiglie (come Il libro della Giungla o Tzulan Quest) e lì vicino gli astratti del progetto GIPF (LYNGK ultima uscita) e i gestionaloni della linea What's Your Game, con in prima fila il recente Railroad Revolution.
In demo e atteso c'è, infine, Warstones, ovvero dove la schicchera incontra le fiches (su sfondo fantasy).




Warstones

Passando in padiglione B, altrettanto grandi erano gli spazi di MS Edizioni, che puntava in particolare sul trio Dungeon Saga, classico esplorazione labirinti dotato di bella componentistica, The Walking Dead All out War, gioco di miniature con sullo sfondo i personaggi della popolare saga televisiva e, in quota family games, Banana Bandit, forte della scenografica costruzione 3D sulla quale si arrampicano le figure dei giocatori.

Dungeon Saga
Walking Dead
Al loro fianco, infine, c'era la GateOnGames, la quale aveva in bella mostra le proprie tre ultime novità, ovvero il gioco di carte La Famiglia, simpatico filler a buona interazione e tema malviventi, il gestionale a sfondo sci-fi Terra-017 e l'espansione per il loro 3 Kings.
Ospitata all'interno dello stand era, inoltre, la Thundergryph, che presentava il suo Overseers, del quale sarà proposta a brevissimo la versione italiana.


Terra-017


Overseers
GLI ALTRI ...

Ok, prima di tutto un chiarimento: ho pensato di dividere il report tra grandi e piccoli per una questione di comodità nel riassumere e non per voler dare preminenza a qualcuno su qualcun altro. Volevo, semplicemente, trovare un criterio e ho utilizzato, di conseguenza, quello dimensionale, ricomprendendo nel primo paragrafo chi lo aveva più grosso, lo stand, e qui gli altri ... Lo dico prima che qualcuno possa sentirsi punto sul vivo ... Basta che alla prossima fiera (se userò ancora 'sto criterio) prendiate spazi più grandi :)

Not Alone
Allora, dicevo, qui vado in ordine sparso e a memoria e a gusto personale.
Parto citando dei nuovi, ovvero la Move the Game, perché si sono aggiudicati la localizzazione di due titoli che erano tra i più in alto nelle classifiche di gradimento della fiera di Essen e non erano ancora stati presi, per cui hanno fatto subito un ingresso aggressivo in questo settore.
I titoli in questione sono Not Alone, un gioco di carte a sfondo sci-fi nel quale un giocatore assume il ruolo di cacciatore e gli altri di sue prede, che devono fuggire attraverso le ipotetiche location del pianeta alieno in questione e Ave Roma, gestionale di ideazione ungherese e tabellone circolare che ha raccolto molti entusiasmi.
Ave Roma







Tra i nuovi ma non appena entrati cito poi la Fever Games, perché ho provato da loro con piacere il fresco e rapido Topiary, prima produzione propria, giochillo con tessere che si chiude in 15', ma che permette piccole cattiverie e riflessioni (avevano anche Boss Monster 2) e tante idee delle quali mi han parlato.




Topiary
Altrettanto attivi e senza dubbio meritevoli di citazione c'erano quindi quelli di Playagame, che avevano ai tavoli una bella combinazione di titoli, con dominante le attenzioni Alla Ricerca della Felicità (The Pursuit of Happiness), che ha raccolto tante attenzioni grazie al tema particolare (costruisci la tua vita alla ricerca di indovina cosa?) e lì vicino la localizzazione della nuova edizione deluxe di Mexica.

Alla ricerca della felicità
Ancora tra i piccoli sta venendo su bene la Doppio Gioco Commerciale, che ha proposto Noxford, gioco di carte a tema piazzamento e maggioranze (un modo diverso di usare le carte) e che mi ha parlato di tre titoli del tutto autoprodotti che progetta di portare sui nostri tavoli entro la prossima Essen.



Guilds of London
Nel settore classici, perché l'editore è nel giro da tanti anni, nel corso dei quali si è distinto per molte produzioni proprie, citazione d'obbligo è per la Giochix, che in fiera però principalmente proponeva spazi per due titoli passati felicemente attraverso la loro piattaforma di crowdfunding Giochistarter, ovvero Medioevo Universale (una specie di maxi Risiko che non avete mai osato sognare) e Guilds of London gioco di maggioranze doc di Tony Boydell.


Medioevo Universale
Tra i medi che stanno crescendo velocemente c'era invece la Cosmic Games, con un catalogo che annovera, tra i numerosi altri, già un Ghostbusters, ma anche il gioco di carte di Final Fantasy.






Altrettanto emergente la Dal Tenda, dove, al fianco di titoli come il fantascientifico Parsec, c'erano pure giochi per famiglie (Ok Play e Rainbow Rage) o produzioni italiche come Suicidium.



In casa CosplaYou ho notato parecchio movimento intorno ai tavoli di Sushi War, imbanditi con tovaglie simil bambù, dove si pescavano componenti con bacchette da pranzo, ma anche dove si giocava a Tiè, Jewels e Misantropia.

Sushi War






Alla Cards and Co. in evidenza erano sia Gomorraland2 che Incube.






Chiudo questa sezione, poi, parlando rapidamente di un editore straniero, ossia la Mage Company, che aveva in demo i suoi Carrotia e Cohorts e della (in quota neonati o quasi) Jumanj Games, che proponeva i giochi di miniature di Batman, ma anche di Mutant Chronicles.






Nel settore kids/family immancabili sono stati i passaggi alla Haba, alla Djeco e alla italianissima CreativaMente.




UNDERDOG E PROTOTIPI

Ok, l'elenco delle cose che c'erano non finisce, ovviamente, qui, né pretendo di essere in grado di parlare di tutto tutto (per esempio, del settore wargames mi limito a dire che c'era un bello spazio nel padiglione E, dove ho salutato gli amici della WBS, che parlavano del loro Dark Ages of Britannia).
Come sempre, però, mi piace anche menzionare qualcosa di diverso o meno conosciuto, sperando con ciò di dare una mano ad emergere.



Tra chi ho notato stavolta nell'Area Autoproduzione animata dall'abete (nel senso di sempreverde) Angelo Porazzi cito Verrix, un gestionalino che mi ero segnato di provare, ma che poi il tempo tiranno non mi ha permesso, dopo le foto e rapide info iniziali, di sperimentare ed Elestone, che mi ha attratto un sacco con i suoi componenti cubettosi.




Ascensum
Tra i potenziali underdog che pensano in grande c'era invece, in particolare, una coppia di titoli che avevo segnato (anche qui il passaggio è stato però solo visivo, perché quando sono transitato i tavoli erano occupati). Il primo è il progetto Ascensum, che mi ha colpito, perché qui è proposto un playmat che ci collega con gli smartphone e che riconosce le carte giocate, per un gameplay che sfrutta la tecnologia.

Il secondo è un kickstarter del quale vi abbiamo parlato sul blog pochi giorni fa, ovvero ELO darkness, adattamento da tavolo di un MOBA.

ELO darkness

Steam Ship Company
Tra i prototipi, invece, sono sfuggito miracolosamente alla grinfie dello Zizzi (almeno in parte, perché mi ha costretto a provare con lui a forza il comunque interessantissimo nonostante ci abbia messo le mani lui 3 Segreti), per finire in quelle di un mito di sempre, ovvero Mac Gerdts, affezionato frequentatore da anni delle sale della fiera, il quale mi ha fatto provare (con Berna e Sergio), giocando al nostro tavolo e impegnandosi una cifra per strapazzarci, Steam Ship Company.
Bello il gioco, vi dico subito che rispetto al passato eredita un meccanismo di gestione azioni tramite carte che ricorda quello di Concordia, mentre per il resto si tratta di una strettissima corsa all'acquisto e sfruttamento di navi, da collocare in poche, riservatissime, linee di trasporto (che sono rappresentate da colonne, quindi non c'è nessuna costruzione reti).

Sempre in zona, poi, ho visto ancora i ragazzi della SpaceBaloon Games, che avevano sul tavolo la versione quasi definitiva di Brides & Bribes e che avevano in demo (anche qui no time ...) il loro nuovo Drakkar, gioco di carte a sfondo vichingo ...


Bruti, con Gipi

Rockopolis
Vabbe', anche stavolta, in qualche modo, in fondo ci sono arrivato. Dove non sono riuscito con le parole, spero di aver colmato le lacune con le immagini. Dove non sono riuscito anche con quelle aiutatemi voi, con i vostri commenti e se trovo qualcosa nello sterminio di foto che ho scattato, lo aggiungo ;)

Voialtri, invece, da cosa siete stati colpiti in particolare? La vostra è stata la Play di quali titoli???


Magic Maze



Banana Bandit

Adrenaline - Cranio

Dungeon Heroes Manager





CreativaMente







Space - Post Scriptum

Jewels - CosplaYou

Pandemic Iberia - Asmodee

Grande Libro della Follia - Uplay

Kingdomino - Oliphante

Mystic Vale - Raven

Tikal -dV Giochi

12 commenti:

  1. Ottimo report, come sempre.
    Ti segnalo che Epic era in vendita in versione italiana domenica. Mi dicono ci fossero anche le prime espansioni, volatilizzatesi però alla velocità della luce...

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    1. Grazie per i complimenti e per la precisazione (che bravi i diavolo di corrieri che lavorano nel weekend ...)

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  2. Fantastico report. Occhi aperti sui nuovi piccoli editori allora.
    Donato

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  3. E' stata un'ottima edizione sotto tutti i punti di vista rispetto a quella del l'anno scorso che mi aveva un pò deluso (per me bollata come l'edizione dei filler). Riorganizzazione degli spazi in primis e interessantissime novità e localizzazioni. Nonostante il poco tempo di quest'anno sono comunque riuscito a provare i giochi che mi interessavano di più e a fare un bel giro per gli stand.
    Miglior sorpresa per me: Tikal, mi è piaciuto un sacco :)
    Peggior delusione: Agricola family, non avevo mai giocato ad Agricola e ho scoperto che non è il mio genere :(

    Un salutone
    Davide Nippo

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    1. ps. Ottimo report come sempre e soprattutto grazie per il lavoro svolto nei giorni precedenti alla fiera che è stato fondamentale per organizzare ed ottimizzare la mia visita.

      grazie a tutti
      Davide Nippo

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    2. Lieto di essere stato di aiuto. La preparazione dell'articolotto di intro alla fiera è in effetti lunghetta, ma ogni anno è poi ripagata dalle numerose letture e ringraziamenti dei lettori :)

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  4. Ottimo report! Purtroppo non si fa mai menzione dell'area per me più interessante dei giochi astratti antichi e moderni dove si potevano provare i millenari Scacchi, Go, Shogi, Mahjong oltre a tanti astratti moderni...
    Per il resto segnalo alla Playagame l'edizione italiana dell'ottimo Honshu, un altro titolo che sono felice di aver visto in edizione italiana.

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    1. In realtà, giusto la menzione, l'avevo fatta, dove dico che in padiglione E c'erano autoproduzione ed astratti. Per rendere il passaggio più visibile, comunque, ci aggiungo un paio di foto scattate in zona :)

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  5. Mah....
    Questa volta (e accade di rado) un articolo molto poco utile...
    Però considerando quanto altri articoli sono utilissimi non si può fartene una colpa!
    Ps Non ho capito la connessione tra cattiverie e riflessioni quando si parla di topiary (gioco che secondo me è stata la vera rivelazione di play, tra l'altro...)

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    1. L'elenco completo dei titoli usciti era già contenuto nella guida alla Play, per cui era difficile tirare fuori molto altro dal cilindro e così ho optato più che altro per una carrellata fotografica e qualche impressione personale :)
      Topiary è un gioco rapido, che si esaurisce in pochi turni, dove nel piazzare puoi cercare i posti migliori per far punti tu e per sbattere, magari, una bella pianta alta in faccia ad un avversario, proprio dove gli blocca la vista (qui la cattiveria). Pur rimanendo il gioco veloce, inoltre, è necessario ponderare bene le proprie opzioni (qui la riflessione), per massimizzare ciò che si può ottenere con i pochi omini a disposizione. Concordo sul fatto che è stato un vero underdog :)

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    2. Per altro l'idea è anche quella di stimolare la curiosità sui vari titoli, esibendone le foto ... :)

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  6. Ottimo report, Fabio.
    C'è anche un mio braccio in una delle foto :-)

    Personalmente ho provato Guilds, l'ho trovato interessante ed acquistato ma mi riservo un giudizio dopo una seconda partita.

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